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News

Cina. La rete tra big data e big brother

La rete sempre più complessa di relazioni e connessioni tra persone on line crea opportunità e minacce. Molto interessante il sistema complesso di mosse e contromosse che sta avvenendo in Cina. Ne parla questo articolo del Cor.Com, il Quotidiano on line dell'economia digitale e dell'innovazione.

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L'Evento

Al via una piattaforma EU per i big data

Completato il progetto Juniper, finanziato dalla UE con 5 milioni di euro. Aiuterà le aziende europee che operano nella digital economy. Qui i particolari: potenzialità e volumi previsti per la gestione di reti di dati sempre più complessi.

Il sito

Complex Networks Everywhere

Si tratta di un sito che aggrega e suggerisce tutti i migliori video (lezioni, conferenze, discussioni, documentari) dedicati al mondo delle reti e dei sistemi complessi. Cliccate qui per accedere e scegliere il video da guardare poi su You Tube o altri canali video.

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Complexity Explorer

http://www.complexityexplorer.org è la pagina del Santa Fe Institute che dà gli aggiornamenti su tutti i corsi on line gratuiti erogati dal più antico e prestigioso centro di ricerca sulla complessità.

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Il Libro

Complessità e società multietniche

Si intitola L'uomo tra geni e ambiente (sottotitolo: Falsi miti e complesse verità sulle società multietniche) ed è firmato da Liborio Stuppia il diciassettesimo volumetto della collana dei Quaderni della complessità pubblicata da Guaraldi Editore e coordinata da Valerio Eletti

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La discussione in corso

Approccio complesso ai big data

Da qualche mese BIG DATA BANG, una nuova pagina aperta su Facebook, lancia due o tre discussioni a settimana sui temi dedicati a big data, tracciabilità on line, Internet delle cose, problemi di privay, e simili: il tutto in ottica complessa e sistemica. Per seguire le discussioni e per parteciparvi, basta accedere a Facebook e mettere un like sulla pagina

Citazioni

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Noi non siamo materia che rimane, ma schemi (pattern) che si perpetuano :: Wiener

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Perché interessarsi alla complessità

Perché

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Perché ci interessiamo delle reti e dei sistemi complessi in grado di evolversi?
e perché ce ne interessiamo nel loro insieme,
non da specialisti di matematica o di biologia o di urbanistica o di ecologia o di finanza,
ma dal punto di vista del cittadino del XXI secolo?

- perché sempre più complessi sono e saranno: la società, l’economia e la finanza del nostro mondo globale; e gli ambienti naturali e le reti artificiali in cui siano immersi o comunque coinvolti; e il mondo del lavoro e i mercati con cui veniamo continuamente in contatto; e la sfera di informazioni, di comunicazioni commerciali e di narrazioni che ci circonda …

- ma anche perché sempre e comunque complessi sono stati (pur senza la nostra consapevolezza piena) sistemi fisici, chimici, ecologici, sociali, che fino a oggi non abbiamo osato trattare scientificamente o che abbiamo studiato in modo parziale e riduzionistico: dallo sviluppo dei quartieri e dai problemi del traffico delle nostre città alle interazioni, intersecazioni e scambi reciproci fra civiltà nel corso della storia; dalla propagazione di epidemie fisiche, di virus digitali e di credenze e mode fino all’emersione della vita dalla materia e all’emersione dell’intelligenza dalla vita …

e dunque, ci interessiamo alla complessità sia per motivi attuali, legati allo sviluppo esponenziale delle implicazioni della globalizzazione e della connessione in rete di questi ultimi decenni, sia per una serie altrettanto corposa di motivi legati alle nostre origini, che potremmo chiamare motivi ancestrali.

Oggi noi umani ci possiamo vedere e studiare come “sistemi di sistemi complessi” che osservano e modificano (essendone nello stesso tempo modificati, ma non osservati) sistemi di sistemi complessi di ordine superiore (come le nostre comunità) e di ordine inferiore (come i batteri o il traffico delle nostre città).

Diciamo quindi in sintesi che ci interessa l’approccio complesso perché ci permette di rileggere tutto il mondo dentro e intorno a noi in un modo nuovo: una opportunità capitata, in misura analoga, altrettanto ricca e rivoluzionaria, soltanto tre secoli or sono, dopo che Newton ebbe elaborato il suo “metodo scientifico”...

E quindi: non si può essere contemporanei di una nuova visione del mondo e non avere nemmeno una vaga idea di che cosa si stia profilando nelle menti dei pensatori e dei ricercatori, degli scienziati e dei filosofi che stanno consolidando le basi della nuova conoscenza complessa che caratterizzerà probabilmente i prossimi secoli.

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Marzo 2011 09:50